<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Qualità &#8211; Le Storie Insegnano</title>
	<atom:link href="https://lestorieinsegnano.it/tag/qualita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lestorieinsegnano.it</link>
	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Dec 2022 14:31:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://lestorieinsegnano.it/wp-content/uploads/2022/06/lestorieinsegnano-02-150x150.jpg</url>
	<title>Qualità &#8211; Le Storie Insegnano</title>
	<link>https://lestorieinsegnano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Produrre meno, produrre meglio</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/produrre-meno-produrre-meglio/</link>
					<comments>https://lestorieinsegnano.it/produrre-meno-produrre-meglio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31140</guid>

					<description><![CDATA[Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Produrre meno, produrre meglio</h1>
<h2> Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.</h2>
<p>È il paradosso della produttività. D’altronde a pesare su questa situazione, in Italia, oltre a un andamento demografico negativo e un aumento delle aziende a bassa produttività, c’è il peso enorme delle Pmi: «Logicamente – aggiunge Monducci &#8211; la produttività delle nostre tantissime micro-imprese non può essere paragonata a un’azienda di cinquecento dipendenti dove, in produzione, domina l’automazione. E non è nemmeno un merito o un demerito degli imprenditori, perché nelle medio-grandi imprese, la nostra produttività è simile a quella della Germania. Si tratta di una questione fisiologica che non si smonta nemmeno in vent’anni di tempo».</p>
<p>Detto questo: <strong>non siamo condannati alla stagnazione</strong>. «Fra le tante micro-imprese in crescita, bisogna studiare i fattori che determinano questa tendenza come l’innovazione, la digitalizzazione e le nicchie di mercato trovate e prenderle a modello».</p>
<p>Inoltre la pandemia pare abbia dato una scossa: «La digitalizzazione che, finora, era vista in molti casi come semplicemente l’acquisto di pc, ora sta avendo un’accelerazione mostruosa. <strong>Purtroppo ci sono ancora molte imprese statiche, ma chi è riuscito a cambiare, ha beneficiato di una grande opportunità di riposizionamento»</strong>.</p>
<p>Che fare, dunque? «Le nostre analisi – aggiunge ancora il dirigente di Istat &#8211; hanno identificato migliaia di piccole imprese caratterizzate da un dinamismo elevato, che ha loro consentito di registrare una significativa crescita del fatturato, del valore aggiunto e anche della produttività. Si tratta di imprese che, seppure di dimensioni limitate, esprimono un approccio manageriale, effettuano investimenti, soprattutto in formazione dei dipendenti, praticano processi di sviluppo aziendale (differenziazione produttiva, modernizzazione tecnologica, introduzione di prodotti nuovi per il mercato), puntano sulla qualità come leva competitiva e utilizzano le possibilità offerte dal sistema finanziario e creditizio».</p>
<p>In tal senso i dati mostrano come le piccole e medie unità produttive con un grado di dinamismo alto o medio-alto presentino livelli di produttività del lavoro ampiamente superiori a quelli delle imprese appartenenti a classi dimensionali superiori, ma con un grado di dinamismo modesto o al più medio. «Considerando questa sorta di dinamismo accessibile – conclude Monducci &#8211; come un target potenzialmente raggiungibile da imprese di tutte le dimensioni e i settori, <strong>è possibile identificare con precisione i driver di un progressivo spostamento delle imprese italiane verso più elevati livelli di dinamismo</strong>, che sembra poter compensare, per le imprese di minore dimensione, almeno in parte i limiti di produttività e crescita derivanti dalla loro dimensione contenuta».</p>
<div></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lestorieinsegnano.it/produrre-meno-produrre-meglio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quante cose al mondo puoi fare</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/quante-cose-puoi-fare/</link>
					<comments>https://lestorieinsegnano.it/quante-cose-puoi-fare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Accardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 07:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italianità]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=30948</guid>

					<description><![CDATA[Elio Accardo, AD di Cedral Tassoni, ci parla dell'importanza della qualità per il vero successo dell'azienda ed il valore dello storytelling nel rapporto con il cliente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Elio Accardo | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495242586?h=0965363005&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>In questo video si enfasizza l&#8217;importanza della qualità e dello storytelling.</strong></p>
<p>Siamo davvero così bravi in Italia a creare queste bibite che diventano in qualche modo “stile di vita”? <b>L’italianità è un grandissimo valore aggiunto</b>, non tanto per noi qui in Italia, ma per come <b>siamo riconosciuti</b> all’estero. Tutto quello che abbiamo, <b>la nostra storia, la nostra cultura,</b> sono elementi che sono comunque vincenti. Bisogna per forza fare patti col diavolo o è meglio una strada dove <b>non si tradisce l’origine</b> del prodotto? Se si fa un discorso a breve termine, allora può andar bene tutto, quindi ci sono delle materie prime che costano meno, ci sono risparmi su tutte le tipologie di prodotti che si possono acquistare, però dura poco! Un prodotto, per <b>essere sul mercato</b> per tantissimi anni, <b>deve essere di qualità</b> o dopo un po’ il bluff muore. Questo per me è sacrosanto. Quindi la qualità alla base di tutto. Poi, ti ripeto, noi compriamo cedri da Santa Maria Del Cedro, la migliore qualità, la varietà “liscia diamante”, potremmo comprare qualcosa che costa di meno o addirittura <b>non comprare nemmeno i cedri!</b> Per mantenere un prodotto con un prezzo premium, ma una motivazione ci deve essere, no? “Il viaggio del cedro” vuole comunicare ai nostri consumatori che cos’è questo prodotto! Il famoso <b>storytelling</b>, no? Noi che abbiamo 227 anni di vita, noi <b>potremmo fare le enciclopedie di storytelling!</b> Perchè noi, nelle nostre comunicazioni, nei nostri confronti coi nostri consumatori, il lago di Garda, Salò, il cedro di Calabria, noi <b>lo mettiamo nella bottiglietta</b>. <b>Un’azienda</b> che vende beni o servizi <b>è come un treno</b>, quindi c’è <b>la locomotiva che sono le vendite</b>, che bisogna avere assolutamente <b>perfetta in tutti i ruoli</b> e tutti i canali. A seguire c’è la produzione, poi ci dev’essere la logistica, che è attaccata immediatamente dopo, e l’amministrazione. Quanto vale, visto che parliamo di <b>ItaliaVale</b>, l’Italia oggi, e quanto potrà valere ancora? E quanto potrà valere ancora? Noi ricominceremo quel percorso di italianità, la percezione di italianità all’estero, <b>è meravigliosa!</b> Quindi noi dobbiamo smettere di parlarci male<b> e dobbiamo dire che siamo bravi!</b></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lestorieinsegnano.it/quante-cose-puoi-fare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
