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	<title>Fiducia &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
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	<title>Fiducia &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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		<title>Nutrire l&#8217;inclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nico Acampora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 11:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
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					<description><![CDATA[Nico Acampora ideatore e fondatore di PizzAut, ristorante dove si mangia non solo un’ottima pizza ma straordinario esempio di inclusione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Nutrire l&#039;inclusione | Nico Acampora (PizzAut) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/729670354?h=04411a12ee&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Organizzare l&#8217;azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Conte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 06:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruno Conte, Founder di NewTech.Consulting, ci parla dell'importanza per le piccole e medie imprese di adattarsi al concetto di smart e remote working e la fiducia nel lavoratore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Bruno Conte | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495242480?h=05488093e6&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>In questo video importanti lezioni sul condividere un obiettivo comune e saper generare risultati.</strong></p>
<p>Parliamo di tecnologia ed innovazione, due parole che si tengono insieme. Sappiamo che la dove ci sono problemi e anche resistenza al cambiamento spesso ci sono altrettante opportunità. Ce ne sono tante, ma <b>una per tutte che potrei dire è la rigidità</b>, che fa il paio con il fatto che la tipica azienda italiana è di stampo familiare/padronale. Questo purtroppo nella PMI (piccola e media impresa) che di fatto costituisce il tessuto principale delle aziende italiane, <b>è un grande problema</b>. Al di là del fatto che ci sono tantissimi esempi, tutti italiani, che però sono imprenditori diciamo illuminati che hanno però adottato <b>un modello di apertura</b> e che va molto sul “<b>delega e controllo</b>“. Se io non ho fiducia di “Piero”, come posso immaginarmi che “Piero” diventi passionalmente coinvolto nel business? Quindi, <b>condivisione dell’obiettivo, ma soprattutto delega</b>, che oggi fa il paio anche con smart working. Si parla tanto di <b>smart working</b>, ma molti fanno remote working, pretendono che io alle 9:00 clicco e sono online dietro uno schermo per 8 ore al giorno. Io posso lavorare alle 2:30 di notte se ho il bambino col dentino nuovo o quant’altro, basta che io per quel giorno, per quell’ora, <b>ti porto in risultato il business</b>. Come a scuola: per fare una relazione ci metto due ore, qualcuno ci mette due giorni, sono più bravo? No! Semplicemente ho altro da fare. Mi devo prendere il mio ozio creativo per far si che io diventi io e possa <b>portare un risultato all’azienda</b>. Questo <b>molti imprenditori non lo hanno capito</b>. Un po’ per generatività, un po’ perchè ormai abbiamo anche il problema, se vogliamo, di <b>passaggio generazionale</b>. Quindi sono tutti over 60-65, che magari trovano dei giovani che vogliono fare altro, quindi già lì c’è un grande problema, e ci facciamo acquistare da Francesi o altri… Ma d’altra parte però io faccio fatica a delegare e io stesso ho dovuto fare opera di coercizione perchè non riuscivo, fino ai 35-40 anni, a fidarmi degli altri. La parità di livello, il rispetto reciproco in qualche modo, perchè io posso anche saper fare l’imprenditore, il “buttadentro”, ma poi mi giro, <b>so che tu fai il tuo lavoro e mi porti quel business</b>, perchè lo abbiamo concordato prima.</p>
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		<title>Il potere della delega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Bosoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
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					<description><![CDATA[Tema delicatissimo e di grande importanza quello della delega, che si collega direttamente a quello della Leadership.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="L&#039;importanza di saper delegare | Gian Mario Bosoni | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/721122443?h=aba2efa922&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>1) Non c’è successo senza delega</p>
<p>Delegare è una delle abilità più preziose dei leader ma è anche una delle più complesse da padroneggiare. I leader efficaci sono maestri della delega, perché delegare è il cuore del successo di qualsiasi impresa. La delega, in quanto strumento principe per gestione delle persone e delle attività, consente la crescita del leader, del team di lavoro e dell’intera organizzazione: se utilizzata in maniera intelligente e costruttiva, è infatti decisiva per il successo dell’individuo e dell’organizzazione, oltre che, ovviamente, dell’attività economica nel suo complesso.</p>
<p>2) Sapersi ritirare significa diventare più efficaci</p>
<p>Soprattutto se l’acquisizione della leadership è recente, non sarà facile rinunciare ai compiti cui si è abituati; ma via via che le responsabilità si fanno più complesse, la difformità tra un leader efficace e ciò che si continua ad essere diventerà, tristemente, sempre più evidente.</p>
<p>Un leader efficace, quale che sia il suo stile di leadership, sa delegare e, pur compiendo errori – anche i leader migliori ne fanno &#8211; saprà correggere il tiro e imparare dall’esperienza. Anche se è difficile, aumentare la propria efficacia significa mettere le mani, e il cuore, nell’inevitabile paradosso della leadership: essere meno coinvolti e, al tempo stesso, più efficaci.</p>
<p>Quell’istintivo senso di “protezione” e controllo continuo sul lavoro altrui, non fa che diminuire l’efficacia della propria leadership.</p>
<p>3) Delegare significa solo assegnare un compito?</p>
<p>Nella sua essenza, delegare significa assegnare il compito giusto alle persone giuste. Riguarda sia l’assegnazione di un compito che quella di una responsabilità decisionale al fine di qualificare l&#8217;impegno altrui, accelerare il conseguimento dei risultati e lo sviluppo delle abilità.<br />
Qual è il vero punto della questione? I leader che sanno delegare, sanno che la delega non mette in gioco il semplice portare a termine un compito, ma stanno autorizzando e incentivando i propri collaboratori a crescere e a migliorare il proprio lavoro.<br />
Ed è scientificamente provato che questo funziona, perché i membri della squadra:<br />
• diventano più creativi e aumenta la probabilità di produrre risultati migliori<br />
• prendono più iniziative e aumenta la probabilità di oltrepassare in meglio i limiti della propria mansione<br />
• hanno prestazioni migliori e aumenta la probabilità che l’intera squadra acquisisca uno standard di prestazioni più elevato</p>
<p>4) Evitare gli errori e valutare correttamente la situazione<br />
Sbagliare in un campo così delicato come quello della delega è estremamente frequente. Perciò il leader efficace deve valutare correttamente una serie di fattori:<br />
• Qual è il risultato desiderato? Come sarà completata l&#8217;attività delegata? Con quali criteri si giudicherà se è stata completata bene oppure no?<br />
• Qual è l&#8217;importanza del compito? Quanto è importante questo compito sia per la squadra che per l’azienda?<br />
• Si sta delegando l’autorità in modo congruo? Quali decisioni chiave dovranno essere prese? Alla persona a cui delego o alla squadra ho dato l’autorità per prendere decisioni nei punti decisivi del compito?<br />
• A chi delegare? Chi ha le competenze per svolgerlo e portarlo a termine? Chi possiede la motivazione per farlo? C&#8217;è qualcuno che non ho considerato prima? Quali sono i vantaggi per la persona che a cui delego?<br />
• Si farà una riunione per generare idee o per definire ulteriormente il compito con la persona a cui delego? Come avviene il processo di delega? Sono chiare le mie aspettative ?<br />
• Come si valuteranno i risultati dei compiti delegati? Come si daranno feedback mentre il lavoro è in fieri?</p>
<p>5) Come incrementare il senso di responsabilità delle persone che lavorano intorno a un leader?<br />
Uno dei modi è delegare in modo efficace, mantenendo sempre aperta la comunicazione. Quando le persone si sentono ascoltate, comprese e apprezzate, diventano più coinvolte e si sentono incentivate a fare un buon lavoro, anche se ciò potrebbe significare commettere errori lungo il percorso. Ma i leader di successo hanno introiettato le linee guida di una comunicazione e di una motivazione efficace.<br />
Inoltre bisognerebbe delegare i compiti appropriati alle persone appropriate. Il compito assegnato deve potenziare, coinvolgere e incoraggiare la persona a svilupparsi, ma esso non deve essere troppo ambizioso o troppo lungo, perché la persona potrebbe sentirsi sopraffatta e/o spaventata e potrebbe non portarlo a termine.<br />
Un leader efficace dovrebbe coniugare le abilità e la motivazione di una persona con il compito giusto. E questo lavoro deve anche essere bilanciato con la giusta autorità decisionale in modo che ci sia per la persona lo spazio per crescere e anche commettere errori senza perdere motivazione ed entusiasmo.<br />
Cosa fanno i leader di sbagliato quando delegano<br />
Ma molti leader hanno le migliori intenzioni quando si tratta di essere un delegante di successo, solo per essere trattenuto da se stessi e capacità di delega inferiori alla media. Ecco cosa sbagliano i leader quando delegano un compito. Ed ecco alcuni modi in cui possono imparare a delegare meglio il lavoro e creare un team di dipendenti responsabili:<br />
6) Gli errori più frequenti dei leader<br />
• Non esprimono fiducia e non danno potere alle persone che lavorano con/per loro.<br />
• Non stabiliscono un piano per monitorare i progressi. Deve discutere e concordare un piano per il monitoraggio e la verifica dei progressi compiuti e dei risultati conseguiti.<br />
• Delegano solo compiti amministrativi, lasciando a se stessi i compiti strategici o di livello superiore, ignorando che i membri della squadra desiderano essere invogliati a crescere nel loro lavoro. I leader devono offrire pari opportunità a tutti i loro subordinati per affrontare compiti di livello superiore e per far crescere nuove competenze. Al tempo stesso devono anche fornire il supporto adeguato per aiutarli a completare i compiti.</p>
<p>7) Conclusioni</p>
<p>Anche se delegare può risultare complicato, per converso non delegare affatto aumenta il rischio di creare una squadra insoddisfatta, il che può mettere in crisi qualsiasi attività. Anche assumere leader incapaci di delegare, o non fidarsi delle loro capacità di delega, rappresenta un rischio enorme.<br />
Quando i leader imparano come delegare in modo efficace, il loro tempo viene liberato e possono lavorare sulle priorità e sui punti chiave per far progredire l’attività. Così potranno riflettere su fattori decisivi dell’attività, sui quali non hanno mai avuto modo di riflettere prima, compresi gli interventi di sviluppo o crescita, che potrebbero stimolare l’innovazione, migliorando la soddisfazione e l&#8217;impegno sul lavoro.<br />
La delega è un&#8217;abilità che può essere costruita, praticata, imparata e anche insegnata. È chi non sa farlo, deve necessariamente impararlo, magari seguendo i corsi appropriati. Infatti si tratta di un&#8217;abilità chiave che coinvolge sia il successo della leadership, che quello della squadra e dell&#8217;azienda/attività nel suo complesso.</p>
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