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	<title>Motivazione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
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	<title>Motivazione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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		<title>Una vita in prova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[Carriera]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Una vita in prova | Aldo Cingolani (Bertone Design) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/732151290?h=46594af451&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il ruolo del designer</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/il-ruolo-del-designer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:46:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Designer]]></category>
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					<description><![CDATA[I migliori designer sono senza dubbio quelli con tanta immaginazione ma soprattutto con i piedi ben piantati per terra.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il ruolo del designer</h1>
<h2>I migliori designer sono senza dubbio quelli con tanta immaginazione ma soprattutto con i piedi ben piantati per terra.</h2>
<p>Non è facile definire, oggi, cos’è un designer. Fa fatica anche Wikipedia, che alla voce Designer nella versione in lingua inglese rimane molto molto vaga mentre nella versione in lingua italiana riserva al designer una timida parentesi nella voce Progettista. Non posso certo fare meglio di Wikipedia, quindi mi limiterò a raccontare quello che penso, senza alcuna pretesa di essere preciso o esaustivo.</p>
<p>Quando qualcuno estraneo al mondo del design mi chiede di raccontare in due parole cos’è un designer io faccio davvero fatica a spiegarlo. Prima di tutto perché di per se non è facile nemmeno definire con precisione cos’è il design. Il rischio è sempre lo stesso, dare del designer una definizione troppo vicina a quella del tecnico progettista, o dell’artista, mentre il designer non è nessuna delle due cose, e non è propriamente tutte e due le cose insieme.</p>
<p>Forse la definizione più semplice di designer è questa: il designer è un traduttore.</p>
<p>Si mette sempre in mezzo a due entità. Si mette tra azienda e mercato, si mette tra produzione e marketing aziendale, si mette tra oggetto e utente, si mette tra idea e macchina, tra sogno e realtà, e viceversa. Usando la filosofia, il designer è una sorta di demiurgo mediatore tra anima e materia. Ma il demiurgo nella cultura classica è pur sempre un semidio, e il designer (perlomeno quello bravo) è molto lontano dall’essenza divina. Anzi, i migliori designer sono senza dubbio quelli con tanta immaginazione ma soprattutto con i piedi ben piantati per terra.</p>
<p>Usando una metafora più semplice, il designer è una specie di vigile urbano creativo, che risolve gli ingorghi di un enorme incrocio di idee, creando nuovi modi di interagire con gli automobilisti che portano a spasso queste idee nella loro vettura, immaginando nuovi linguaggi di comunicazione, nuove tecniche di circolazione, nuovi percorsi, nuove direzioni. Usando una metafora informatica, il designer è un HUB, un centro di smistamento dati, un convogliatore e interprete di segnali.</p>
<p>E cosa non è un Designer? Un designer non è un inventore. Può esserlo, ma non deve per forza inventare cose nuove, nuovi meccanismi, nuove tecnologie, nuovi materiali, nuovi processi industriali per essere un designer. Un designer non è uno stilista. Può esserlo, ma non deve per forza disegnare oggetti alla moda, allestimenti glamour, grafiche cool per essere un designer.</p>
<p>Ci sono designer che lavorano quotidianamente nei centri di ricerca, negli uffici tecnici, e con la loro cultura, creatività, intuito e passione riescono a indicare a ingegneri e tecnici strade inesplorate che portano a soluzioni innovative, a brevetti. Ci sono designer che con la loro cultura, gusto, attenzione ai dettagli, empatia con la società, riescono a disegnare forme che portano a prodotti e servizi capaci di farci sognare. Ma il designer non è un distributore automatico di cose carine e di brevetti, il designer è un professionista del dialogo, fa chiacchierare amabilmente e fruttuosamente forma e funzione, produttività ed estetica, ecologia e prestazioni, profitto e sostenibilità.</p>
<p>Per fare questo un designer deve avere una specifica preparazione tecnica, una profonda preparazione culturale, una spiccata visione globale.</p>
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		<title>Come cresce un&#8217;azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[Far crescere un’azienda è fondamentale affinché la stessa riesca a sopravvivere all’interno del mercato di riferimento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Come cresce un&#039;azienda | Aldo Cingolani (Bertone Design) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/732165017?h=148df47024&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Quante cose al mondo puoi fare</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/quante-cose-puoi-fare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elio Accardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 07:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italianità]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[Elio Accardo, AD di Cedral Tassoni, ci parla dell'importanza della qualità per il vero successo dell'azienda ed il valore dello storytelling nel rapporto con il cliente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Elio Accardo | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495242586?h=0965363005&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>In questo video si enfasizza l&#8217;importanza della qualità e dello storytelling.</strong></p>
<p>Siamo davvero così bravi in Italia a creare queste bibite che diventano in qualche modo “stile di vita”? <b>L’italianità è un grandissimo valore aggiunto</b>, non tanto per noi qui in Italia, ma per come <b>siamo riconosciuti</b> all’estero. Tutto quello che abbiamo, <b>la nostra storia, la nostra cultura,</b> sono elementi che sono comunque vincenti. Bisogna per forza fare patti col diavolo o è meglio una strada dove <b>non si tradisce l’origine</b> del prodotto? Se si fa un discorso a breve termine, allora può andar bene tutto, quindi ci sono delle materie prime che costano meno, ci sono risparmi su tutte le tipologie di prodotti che si possono acquistare, però dura poco! Un prodotto, per <b>essere sul mercato</b> per tantissimi anni, <b>deve essere di qualità</b> o dopo un po’ il bluff muore. Questo per me è sacrosanto. Quindi la qualità alla base di tutto. Poi, ti ripeto, noi compriamo cedri da Santa Maria Del Cedro, la migliore qualità, la varietà “liscia diamante”, potremmo comprare qualcosa che costa di meno o addirittura <b>non comprare nemmeno i cedri!</b> Per mantenere un prodotto con un prezzo premium, ma una motivazione ci deve essere, no? “Il viaggio del cedro” vuole comunicare ai nostri consumatori che cos’è questo prodotto! Il famoso <b>storytelling</b>, no? Noi che abbiamo 227 anni di vita, noi <b>potremmo fare le enciclopedie di storytelling!</b> Perchè noi, nelle nostre comunicazioni, nei nostri confronti coi nostri consumatori, il lago di Garda, Salò, il cedro di Calabria, noi <b>lo mettiamo nella bottiglietta</b>. <b>Un’azienda</b> che vende beni o servizi <b>è come un treno</b>, quindi c’è <b>la locomotiva che sono le vendite</b>, che bisogna avere assolutamente <b>perfetta in tutti i ruoli</b> e tutti i canali. A seguire c’è la produzione, poi ci dev’essere la logistica, che è attaccata immediatamente dopo, e l’amministrazione. Quanto vale, visto che parliamo di <b>ItaliaVale</b>, l’Italia oggi, e quanto potrà valere ancora? E quanto potrà valere ancora? Noi ricominceremo quel percorso di italianità, la percezione di italianità all’estero, <b>è meravigliosa!</b> Quindi noi dobbiamo smettere di parlarci male<b> e dobbiamo dire che siamo bravi!</b></p>
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		<title>Il potere della delega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Bosoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
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					<description><![CDATA[Tema delicatissimo e di grande importanza quello della delega, che si collega direttamente a quello della Leadership.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;importanza di saper delegare | Gian Mario Bosoni | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/721122443?h=aba2efa922&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>1) Non c’è successo senza delega</p>
<p>Delegare è una delle abilità più preziose dei leader ma è anche una delle più complesse da padroneggiare. I leader efficaci sono maestri della delega, perché delegare è il cuore del successo di qualsiasi impresa. La delega, in quanto strumento principe per gestione delle persone e delle attività, consente la crescita del leader, del team di lavoro e dell’intera organizzazione: se utilizzata in maniera intelligente e costruttiva, è infatti decisiva per il successo dell’individuo e dell’organizzazione, oltre che, ovviamente, dell’attività economica nel suo complesso.</p>
<p>2) Sapersi ritirare significa diventare più efficaci</p>
<p>Soprattutto se l’acquisizione della leadership è recente, non sarà facile rinunciare ai compiti cui si è abituati; ma via via che le responsabilità si fanno più complesse, la difformità tra un leader efficace e ciò che si continua ad essere diventerà, tristemente, sempre più evidente.</p>
<p>Un leader efficace, quale che sia il suo stile di leadership, sa delegare e, pur compiendo errori – anche i leader migliori ne fanno &#8211; saprà correggere il tiro e imparare dall’esperienza. Anche se è difficile, aumentare la propria efficacia significa mettere le mani, e il cuore, nell’inevitabile paradosso della leadership: essere meno coinvolti e, al tempo stesso, più efficaci.</p>
<p>Quell’istintivo senso di “protezione” e controllo continuo sul lavoro altrui, non fa che diminuire l’efficacia della propria leadership.</p>
<p>3) Delegare significa solo assegnare un compito?</p>
<p>Nella sua essenza, delegare significa assegnare il compito giusto alle persone giuste. Riguarda sia l’assegnazione di un compito che quella di una responsabilità decisionale al fine di qualificare l&#8217;impegno altrui, accelerare il conseguimento dei risultati e lo sviluppo delle abilità.<br />
Qual è il vero punto della questione? I leader che sanno delegare, sanno che la delega non mette in gioco il semplice portare a termine un compito, ma stanno autorizzando e incentivando i propri collaboratori a crescere e a migliorare il proprio lavoro.<br />
Ed è scientificamente provato che questo funziona, perché i membri della squadra:<br />
• diventano più creativi e aumenta la probabilità di produrre risultati migliori<br />
• prendono più iniziative e aumenta la probabilità di oltrepassare in meglio i limiti della propria mansione<br />
• hanno prestazioni migliori e aumenta la probabilità che l’intera squadra acquisisca uno standard di prestazioni più elevato</p>
<p>4) Evitare gli errori e valutare correttamente la situazione<br />
Sbagliare in un campo così delicato come quello della delega è estremamente frequente. Perciò il leader efficace deve valutare correttamente una serie di fattori:<br />
• Qual è il risultato desiderato? Come sarà completata l&#8217;attività delegata? Con quali criteri si giudicherà se è stata completata bene oppure no?<br />
• Qual è l&#8217;importanza del compito? Quanto è importante questo compito sia per la squadra che per l’azienda?<br />
• Si sta delegando l’autorità in modo congruo? Quali decisioni chiave dovranno essere prese? Alla persona a cui delego o alla squadra ho dato l’autorità per prendere decisioni nei punti decisivi del compito?<br />
• A chi delegare? Chi ha le competenze per svolgerlo e portarlo a termine? Chi possiede la motivazione per farlo? C&#8217;è qualcuno che non ho considerato prima? Quali sono i vantaggi per la persona che a cui delego?<br />
• Si farà una riunione per generare idee o per definire ulteriormente il compito con la persona a cui delego? Come avviene il processo di delega? Sono chiare le mie aspettative ?<br />
• Come si valuteranno i risultati dei compiti delegati? Come si daranno feedback mentre il lavoro è in fieri?</p>
<p>5) Come incrementare il senso di responsabilità delle persone che lavorano intorno a un leader?<br />
Uno dei modi è delegare in modo efficace, mantenendo sempre aperta la comunicazione. Quando le persone si sentono ascoltate, comprese e apprezzate, diventano più coinvolte e si sentono incentivate a fare un buon lavoro, anche se ciò potrebbe significare commettere errori lungo il percorso. Ma i leader di successo hanno introiettato le linee guida di una comunicazione e di una motivazione efficace.<br />
Inoltre bisognerebbe delegare i compiti appropriati alle persone appropriate. Il compito assegnato deve potenziare, coinvolgere e incoraggiare la persona a svilupparsi, ma esso non deve essere troppo ambizioso o troppo lungo, perché la persona potrebbe sentirsi sopraffatta e/o spaventata e potrebbe non portarlo a termine.<br />
Un leader efficace dovrebbe coniugare le abilità e la motivazione di una persona con il compito giusto. E questo lavoro deve anche essere bilanciato con la giusta autorità decisionale in modo che ci sia per la persona lo spazio per crescere e anche commettere errori senza perdere motivazione ed entusiasmo.<br />
Cosa fanno i leader di sbagliato quando delegano<br />
Ma molti leader hanno le migliori intenzioni quando si tratta di essere un delegante di successo, solo per essere trattenuto da se stessi e capacità di delega inferiori alla media. Ecco cosa sbagliano i leader quando delegano un compito. Ed ecco alcuni modi in cui possono imparare a delegare meglio il lavoro e creare un team di dipendenti responsabili:<br />
6) Gli errori più frequenti dei leader<br />
• Non esprimono fiducia e non danno potere alle persone che lavorano con/per loro.<br />
• Non stabiliscono un piano per monitorare i progressi. Deve discutere e concordare un piano per il monitoraggio e la verifica dei progressi compiuti e dei risultati conseguiti.<br />
• Delegano solo compiti amministrativi, lasciando a se stessi i compiti strategici o di livello superiore, ignorando che i membri della squadra desiderano essere invogliati a crescere nel loro lavoro. I leader devono offrire pari opportunità a tutti i loro subordinati per affrontare compiti di livello superiore e per far crescere nuove competenze. Al tempo stesso devono anche fornire il supporto adeguato per aiutarli a completare i compiti.</p>
<p>7) Conclusioni</p>
<p>Anche se delegare può risultare complicato, per converso non delegare affatto aumenta il rischio di creare una squadra insoddisfatta, il che può mettere in crisi qualsiasi attività. Anche assumere leader incapaci di delegare, o non fidarsi delle loro capacità di delega, rappresenta un rischio enorme.<br />
Quando i leader imparano come delegare in modo efficace, il loro tempo viene liberato e possono lavorare sulle priorità e sui punti chiave per far progredire l’attività. Così potranno riflettere su fattori decisivi dell’attività, sui quali non hanno mai avuto modo di riflettere prima, compresi gli interventi di sviluppo o crescita, che potrebbero stimolare l’innovazione, migliorando la soddisfazione e l&#8217;impegno sul lavoro.<br />
La delega è un&#8217;abilità che può essere costruita, praticata, imparata e anche insegnata. È chi non sa farlo, deve necessariamente impararlo, magari seguendo i corsi appropriati. Infatti si tratta di un&#8217;abilità chiave che coinvolge sia il successo della leadership, che quello della squadra e dell&#8217;azienda/attività nel suo complesso.</p>
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