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	<title>Leadership &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
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	<title>Leadership &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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		<title>Grafomedia: Industria, grafica e comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Grafomedia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[UN CAFFE&#8217; CHE VALE CON GRAFOMEDIA]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Y9vjSeQWAx"><p><a href="https://www.pieromuscari.it/un-caffe-che-vale-con-grafomedia/">UN CAFFE&#8217; CHE VALE CON GRAFOMEDIA</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;UN CAFFE&#8217; CHE VALE CON GRAFOMEDIA&#8221; &#8212; Piero Muscari" src="https://www.pieromuscari.it/un-caffe-che-vale-con-grafomedia/embed/#?secret=dnkNV6saaz#?secret=Y9vjSeQWAx" data-secret="Y9vjSeQWAx" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>La definizione di eccellenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="La definizione di eccellenza | Aldo Cingolani (Bertone Design) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/732167954?h=b6241c10d9&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il successo richiede impegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Il successo richiede impegno | Aldo Cingolani (Bertone Design) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/732171720?h=61fb76b592&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Le piccole imprese durante e dopo il Covid</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/le-piccole-imprese-durante-e-dopo-il-covid/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Campi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 13:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[Alessandro Campi, politologo, ci parla dell'effetto del Covid sulle piccole imprese e il futuro post-epidemia. La ricostruzione ha bisogno di visionari, non di illusionisti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://italiavale.it/formazione/alessandro-campi/</p>
<p>Ho scritto dei momenti di contrapposizione che vive il Paese. Ad esempio, <b>il rapporto tra piccoli e grandi</b>, in questo caso di età, questo conflitto generazionale, ma anche <b>tra i garantiti e i non garantiti</b>. Quelli che hanno <b>un posto fisso</b> e quelli che invece sono <b>una Partita IVA</b>. C’è qualche errore di comunicazione, oltre che di metodo? Non c’è nessuna congiura a danno dei piccoli artigiani, delle piccole attività economiche, da parte dei grandi. Purtroppo è la dinamica del mercato, che si è creata, molto asimmetrica, in seguito alla pandemia. I negozi chiudono, sono sottoposti a limitazioni d’orario, sono sottoposti a protocolli sanitari molto stringenti, semplicemente hanno perso la loro clientela. Questa <b>non è una congiura</b>. E’ una <b>situazione di mercato</b> che si è purtroppo creata, ma che in prospettiva rischia di essere molto <b>penalizzante per intere fasce di attività produttive</b>. Senza però voler giustificare, il Covid ha accellerato qualcosa che già c’era, era strisciante negli ultimi anni, cioè il fatto di essere entrati in <b>una nuova rivoluzione industriale</b> fatta di <b>globale e digitale</b>, che già aveva messo in difficoltà tantissimi dei piccoli commercianti, delle Partite IVA? Non sono per niente convinto che il Covid abbia determinato questi cambiamenti. E’ stato però un accelleratore straordinario di cambiamenti che erano già cominciati. Anche lo scontro generazionale vecchi-giovani, non è che l’abbia inventato il Covid, naturalmente. Parliamo spesso di questa pandemia come se fosse una guerra, però <b>dopo la guerra c’è il dopoguerra</b>. Nel dopoguerra <b>si pratica la ricostruzione</b>. La ricostruzione <b>ha bisogno di visionari, non di illusionisti</b>. E’ importante capire la società in cui viviamo, la complessità che ha e anchequesto mondo della politica della quale ci dobbiamo sempre occupare, perchè comunque <b>la politica si occupa di noi</b>, quindi non possiamo farne a meno.</p>
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		<title>Il futuro dell’energia e la creatività derivante dai sogni</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/il-futuro-dellenergia-e-la-creativita-derivante-dai-sogni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pier Francesco Rimbotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 13:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[Pier Francesco Rimbotti, CEO di Infrastrutture S.p.A., ci parla dell'importanza della creatività e dei sogni nel raggiungimento del successo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://italiavale.it/formazione/pier-francesco-rimbotti-il-futuro-dellenergia-e-la-creativita-derivante-dai-sogni/</p>
<p>Oggi vi racconto la storia dell’Ingegner Pier Francesco Rimbotti e della sua azienda, di quella che è stata l’impresa di una vita, ma anche di come ci è arrivato a questa impresa, che oggi è una vera <b>Eccellenza Italiana nel mondo</b>. Straordinaria vita, laurea in Ingegneria Chimica all’Imperial College di Londra, un’esperienza lavorativa in un grande gruppo come quello di Procter and Gamble, e nel 1994 il momento in cui fonda la sua Infrastrutture S.p.A., azienda leader nel mercto delle energie rinnovabili. Una storia di grande sostanza, di grande impegno, come ci è riuscito? Sicuramente c’è stata <b>una visione sviluppata negli anni</b>, ma partita molto presto su quello che sarebbe stato <b>il futuro dell’energia</b>, un futuro <b>socialmente corretto</b> che includa <b>ambiente e persone</b>, gli animali e le piante, con grandissimo rispetto. Sicuramente nel settore delle rinnovabili <b>la creatività è molto importante</b> e come sappiamo, è molto apprezzata in giro per il mondo. La creatività viene normalmente associata con la moda. Io dico sempre che la creatività nel settore delle energie rinnovabili è ancora più presente che nella moda. <b>Le grandi cose, le belle cose, si possono fare.</b> Ci vuole molta programmazione. La programmazione è alla base di qualsiasi evento e forse guardando i ragazzi di oggi direi <b>provateci!</b> E’ veramente importante <b>provarci e avere dei sogni</b>. Sui sogni riprendo una frase di mio padre: “<b>Le grandi persone si fanno con i grandi sogni</b>“. Come asset Italia, per garantirci un futuro, per continuare a contare, su cosa dobbiamo puntare? Che cos’è davvero differenziante? Una cosa che abbiamo solo noi, mi piacerebbe ricordarlo ancora. Senz’altro <b>l’educazione è un passaggio fondamentale</b>. Le università devono essere più vicine alle aziende, all’industria. L’università deve essere più vicina a capire i temi veri, economici o sociali, di oggi. Un augurio che voglio fare ai ragazzi italiani, <b>non vi arrendete mai, grande curiosità, approfondite le cose</b>. Le opportunità vengono, si creano. <b>La curiosità e la persistenza nella ricerca degli obiettivi</b> è quello che deve spingere ogni giovane.</p>
<h3>Cosa ci insegna questa storia…</h3>
<ol>
<li>L’energia del futuro deve essere socialmente corretta, cioè rispettosa dell’ambiente e delle persone.</li>
<li>La creatività è fondamentale, anche nell’industria energetica.</li>
<li>Le grandi persone si fanno con i grandi sogni.</li>
<li>Stage e progetti sono sempre buone occasioni per mostrare il proprio valore.</li>
<li>L’internazionalizzazione è la più grande opportunità di crescita.</li>
<li>L’univeristà deve essere più vicina alle aziende.</li>
<li>Siate sempre animati dalla curiosità e persistenti nella ricerca dei vostri obiettivi.</li>
</ol>
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		<title>La scoperta ed il rapporto con la diversità tramite l’enologia</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/la-scoperta-ed-il-rapporto-con-la-diversita-tramite-lenologia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 06:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[Franco Ricci, esperto enologo a livello internazionale, racconta come anche un corso di sommelier può cambiare il modo di pensare e di relazionarsi con gli altri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3667cb9 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="3667cb9" data-element_type="section">
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<p>https://italiavale.it/formazione/franco-ricci-la-scoperta-ed-il-rapporto-con-la-diversita-tramite-lenologia/</p>
<p>Il vino è un fatto importante, una locomotiva del nostro paese. Franco Ricci, un vero animatore del mondo del vino. <b>L’Italia è il più grande produttore al mondo di vini</b>, 17 miliardi di fatturato. Tutto quello che puoi immaginare di bello e di buono la ricchezza del nostro paese <b>la diversità del nostro paese è ricchezza</b>. Immagina che la somma dei vini del mondo non fa minimamente la somma dei vini italiani, l’Italia li supera di gran lunga. Tutta questa diversità, il basilico, il pomodoro, il Colosseo e il vino, è <b>la stessa cosa! La grande cultura del nostro paese</b>… le istituzioni devono capire che il vino è arte e cultura, se le istituzioni non capiscono questo è difficile poi coinvolgere la signora Rossi… 60 milioni di italiani, come si fa senza l’aiuto delle istituzioni. Il mio primo incontro col vino avvenne ad un corso per sommelier all’Hilton soltanto perchè abitavo a 100 metri da lì. Se mi avessero proposto di seguire un corso lontano non sarei mai andato. Quanto conta trovare il modo di avere quel quid, di distinguersi? Tantissimo. Quando ho comunicato al mondo che il vino era regalo di Stato, grazie ad un Presidente del Governo dietro l’altro, si è capito che essere nell’ambiente del vino conta. E’ vero che a volte è più facile fare cose ambiziose che quelle a portate di mano? Le cose quotidiane è il mezzo che abbiamo con cui curiamo la gente. Il corso di sommelier ti cambia la vita. In meglio. Medici ci ringraziano perchè ha cambiato il loro atteggiamento con i pazienti. Il corso di sommelier non insegna solo a bere meglio, ma  <b>come si fa a capirlo il vino, a conoscere la sua diversità.</b> Questo è un bel messaggio ai ragazzi invece che vorrebbero provare a diventare protagonisti di qualcosa e in che modo possono farlo. Che cos’è che fa la differenza è che spesso i giovani non capiscono soprattutto nell’oggi che viviamo? La voglia di fare, <b>la voglia di fare e la voglia di credere a quello che si fa,</b> la voglia di farlo ma di farlo proprio non di farlo aspettare lo fanno gli altri. Il senso organizzativo ci deve essere nella persona. Lo studio, la cultura, senza questo <b>non puoi andare avanti.</b> Quella cultura che ti consente di essere alla pari con gli altri. Quella cultura che ti consente di scegliere quello che vuoi fare, senza questo non puoi andare avanti, non lo puoi fare. Secondo me il Padre Eterno ci ha messo tutto: la cultura e l’arte millenaria, il senso del sole, il senso della luna, il senso della vita che ci fa vivere questo nostro paese, il senso della possibilità che ci dà questo paese, mal governato, mal condotto, malmesso sicuramente, ma la differenza è sostanzialmente questa, cioè viva un paese mediocre dal punto di vista organizzativo, ma onorati di vivere in un posto tra i migliori posti che c’è, <b>sicuramente il miglior posto del mondo.</b></p>
<h3>Cosa ci insegna questa storia…</h3>
<ol>
<li>Il vino rappresenta la diversità dell’Italia, è arte e cultura viva del Paese.</li>
<li>Lo si può scoprire anche quasi per caso.</li>
<li>Un corso da sommelier va ben oltre il saper bere, ti cambia la vita.</li>
<li>La voglia di fare è centrale, mai aspettareche siano gli altri a muoversi.</li>
<li>La cultura ci rende in grado di poter scegliere cosa fare nella vita.</li>
<li>L’Italia sarà anche male organizzata, ma resta il miglior posto del mondo.</li>
</ol>
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		<title>Organizzare l&#8217;azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Conte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 06:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruno Conte, Founder di NewTech.Consulting, ci parla dell'importanza per le piccole e medie imprese di adattarsi al concetto di smart e remote working e la fiducia nel lavoratore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Bruno Conte | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495242480?h=05488093e6&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>In questo video importanti lezioni sul condividere un obiettivo comune e saper generare risultati.</strong></p>
<p>Parliamo di tecnologia ed innovazione, due parole che si tengono insieme. Sappiamo che la dove ci sono problemi e anche resistenza al cambiamento spesso ci sono altrettante opportunità. Ce ne sono tante, ma <b>una per tutte che potrei dire è la rigidità</b>, che fa il paio con il fatto che la tipica azienda italiana è di stampo familiare/padronale. Questo purtroppo nella PMI (piccola e media impresa) che di fatto costituisce il tessuto principale delle aziende italiane, <b>è un grande problema</b>. Al di là del fatto che ci sono tantissimi esempi, tutti italiani, che però sono imprenditori diciamo illuminati che hanno però adottato <b>un modello di apertura</b> e che va molto sul “<b>delega e controllo</b>“. Se io non ho fiducia di “Piero”, come posso immaginarmi che “Piero” diventi passionalmente coinvolto nel business? Quindi, <b>condivisione dell’obiettivo, ma soprattutto delega</b>, che oggi fa il paio anche con smart working. Si parla tanto di <b>smart working</b>, ma molti fanno remote working, pretendono che io alle 9:00 clicco e sono online dietro uno schermo per 8 ore al giorno. Io posso lavorare alle 2:30 di notte se ho il bambino col dentino nuovo o quant’altro, basta che io per quel giorno, per quell’ora, <b>ti porto in risultato il business</b>. Come a scuola: per fare una relazione ci metto due ore, qualcuno ci mette due giorni, sono più bravo? No! Semplicemente ho altro da fare. Mi devo prendere il mio ozio creativo per far si che io diventi io e possa <b>portare un risultato all’azienda</b>. Questo <b>molti imprenditori non lo hanno capito</b>. Un po’ per generatività, un po’ perchè ormai abbiamo anche il problema, se vogliamo, di <b>passaggio generazionale</b>. Quindi sono tutti over 60-65, che magari trovano dei giovani che vogliono fare altro, quindi già lì c’è un grande problema, e ci facciamo acquistare da Francesi o altri… Ma d’altra parte però io faccio fatica a delegare e io stesso ho dovuto fare opera di coercizione perchè non riuscivo, fino ai 35-40 anni, a fidarmi degli altri. La parità di livello, il rispetto reciproco in qualche modo, perchè io posso anche saper fare l’imprenditore, il “buttadentro”, ma poi mi giro, <b>so che tu fai il tuo lavoro e mi porti quel business</b>, perchè lo abbiamo concordato prima.</p>
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