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	<title>Formazione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
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	<title>Formazione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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		<title>Marco Salvadè Pillola social 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Salvade]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Salvad&amp;egrave; Pillola social 3 IT 4K" src="https://player.vimeo.com/video/701575453?h=7597883291&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Formare i giovani: una &#8216;mission&#8217; del Gruppo Cestari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Carmine Cestari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cestari]]></category>
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					<description><![CDATA[A. Cestari spiega la mission del gruppo omonimo: formare i giovani perché diventino il sostegno alle imprese dei territori del Sud. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Formare i giovani: una &#8216;mission&#8217; del Gruppo Cestari</h1>
<h2>A. Cestari spiega la mission del gruppo omonimo: formare i giovani perché diventino il sostegno alle imprese dei territori del Sud.</h2>
<p>NAPOLI – Nella recente edizione del Premio Mondi Lucani 2022 una stagista poi assunta dal Gruppo Cestari nella sede di Napoli – Isabella Capaldo – ha raccontato la sua esperienza di formazione e lavoro secondo un impegno assunto dal Presidente del Gruppo Alfredo Cestari in occasione dell’edizione 2021.</p>
<p>“Formare giovani perché diventino il sostegno alle aziende dei territori del Sud nelle sfide sui mercati internazionali – spiega Cestari – è un’ulteriore spinta per le piccole e medie imprese. Sono certo che le nuove figure professionali porteranno ricchezza e commesse in territori non ancora valorizzati adeguatamente”.</p>
<p>L’obiettivo ribadito dal Presidente del Gruppo è quello di formare i futuri manager dell’export, mediante una formazione dal taglio pratico ed operativo, integrata da attività sul campo quali: esercitazioni, case studies, collegamenti con uffici esteri ICE, incontri con associazioni e realtà aziendali, ecc. Stage presso le aziende individuate attraverso la manifestazione d’interesse rivolta alle imprese. L’esperienza di Isabella Capaldo ha testimoniato come lo stage in azienda sia un valido strumento per dare soluzione alle difficoltà sempre crescenti del reperimento di specifiche figure professionali.</p>
<p>“La formazione dei giovani – sottolinea il Presidente Alfredo Cestari – è un elemento fondamentale che noi mettiamo al primo posto della nostra strategia imprenditoriale. Di qui l’iniziativa degli stage retribuiti che ho annunciato in occasione del Premio Mondi Lucani 2021 per giovani lucani/e che nelle sedi del Gruppo di Napoli, Roma, Milano e Bruxelles, nonché negli uffici del continente africano, avranno l’opportunità di approcciarsi al mondo del lavoro. La nostra non è certo la prima volta, come testimonia la ricerca da 30 fino a 50 giovani diplomati o neolaureati – Geometri; Ragionieri; Ingegneri; Architetti; Economia aziendale/gestionale/marketing – che abbiamo fatto negli anni passati nei settori: progettazione e realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, lavori di efficientamento energetico e riqualificazione urbana, studi di fattibilità tecnico/economica, da realizzare in Paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Europa. Per questo ho condiviso il Progetto Mondi Lucani con l’impegno a proseguire quella che è una “mission” personale e del mio Gruppo aziendale svolta da decenni tesa in particolare a trasferire il nostro know-how sui territori della Basilicata e delle altre regioni del Sud dove operiamo, oltre che in Paesi esteri, in modo da favorire opportunità di crescita e sviluppo per la Basilicata e i giovani”.</p>
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		<title>L&#8217;arte dell&#8217;imprenditoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lina Wertmuller]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 09:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[Passione]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lina Wertmüller, regista e sceneggiatrice, ci parla dell'imprenditoria come arte e del ruolo della passione per avere successo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Lina Wertm&amp;uuml;ller | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495242728?h=690f58cd92&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Una lunga carriera di successo ha rivelato a Lina Wertmüller importanti lezioni utili anche agli imprenditori.</strong></p>
<p>Come imparava lei accanto ad un grande come Federico? Come si fa ad imparare il mestiere? Si lavora ad un progetto insieme. E <b>lavorando insieme, inevitabilmente si impara</b>. Non è che si può immaginare un incontro con un artista come a una scuola, non è così. Un artista è imprendibile, è come un venticello, <b>bisogna imparare a lasciarsi andare</b> e volarci in quel vento. Quello che è importante è <b>la passione per un lavoro</b>, quello è importantissimo! Se c’è passione per un lavoro, ci si deve dedicare. Uno deve onorarla, dedicarci le proprie forze. <b>Bisogna coltivarla, investirci.</b> Se la passione non c’è, <b>meglio cambiare lavoro</b> e fare altro. Però anche gli imprenditori, a volte, hanno un’umanità insospettabile, no? Anche quella <b>è un’arte, quella dell’imprenditore!</b> Cosa ci vedi di artistico? <b>L’imprenditore costruisce opportunità,</b> è un fondatore. E’ importante. Nell’Italia di oggi spesso è difficile. Romolo e Remo erano due imprenditori! Ai ragazzi che ci stanno ascoltando su questo, linacosa possiamo dire per incoraggiarli ad intraprendere? Proprio a mettersi in gioco, a non attendere. Imprenditore viene da intraprendere. <b>Intraprendere vuol dire fare</b>, cominciare a fare. <b>Un imprenditore inizia a fare</b> qualcosa, appunto intraprende, <b>perchè ci crede</b>. Perchè la porta avanti. <b>Perchè sente che può crescere.</b></p>
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		<title>Come è cambiato il rapporto col matrimonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Ettore Gassani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 10:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Matrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Gassani è Avvocato Matrimonialista, saggista e scrittore, autore di numerosi libri e testi giuridici per varie case editrici. Inoltre, è Presidente Nazionale e fondatore dell’AMI e Direttore Nazionale INarf. Editore del giornale “Lex Familiae”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Gian Ettore Gassani | Un caff&amp;egrave; che vale - Estratto 3 minuti" src="https://player.vimeo.com/video/495243174?h=4fea18fb91&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>In questo video la spiegazione dei trend in fatto di matrimonio nel nostro secolo.</strong></p>
<p>Anche nelle famiglie italiane qualche volta le cose non vanno per il meglio e quindi bisogna lasciarsi e li succede qualcosa, possono iniziare delle guerre. Come è cambiato il rapporto col matrimonio? Cioè è cambiato il modo di stare insieme, anche il modo di lasciarsi? Io lo racconto soprattutto nel libro “I perplessi sposi” dove io parlo dei profondi cambiamenti culturali e di costume del nostro Paese dal ’70 ad oggi, cioè da quando è entrata in vigore la legge sul divorzio. Ebben, l’Italia è cambiata moltissimo, l’Italia non è più quella di una volta. Se prima il matrimonio era l’istituzione più invincibile, indissolubile, adesso non è più così. Prima di tutto perchè gli italiani si sposano sempre di meno. Avevamo raggiunto il mezzo milione di matrimoni nel ’70, siamo arrivati ai 200.000 dell’anno scorso, quindi già la gente non si sposa più come una volta. Chi si sposa lo fa con un ritardo di 10 anni rispetto a quello che succedeva negli anni ’80. Prima ti sposavi a 24 anni lui, 21 lei, oggi 34 lui, 31 lei. Già con 10 anni di ritardo. Se a questo aggiungiamo che c’è una strage di matrimoni nel nostro paese, perchè, per esempio nel Centro-Nord, 450 matrimoni finiscono in tribunale mentre nel Sud soltanto, tra virgolette, 200, questo segna anche la profonda differenza, che c’è tra Nord e Sud, anche sul piano del matrimonio. Cosa c’è di diverso? Questa è un’altra bella “palla alzata”Io parto da un presupposto che c’è un atteggiamento consumistico nei confronti del matrimonio, e questo avviene sia al Nord che al Sud, ci si sposa senza consapevolezza. I “perplessi sposi” sono esattamente questi. Io non sono preoccupato per il numero di divorzi, sono preoccupato per il numero di matrimoni fatti “mordi e fuggi”, senza neanche conoscersi. Perchè questo è il vero problema, tu non puoi disconoscere il diritto di separarti, o divorziare, se finisce il matrimonio. Che vogliamo fare? Vogliamo tornare al Medioevo? L’Italia ha introdotto il divorzio, in Europa, quasi per ultima. Con 150 anni di ritardo rispetto alla Francia. Abbiamo introdotto le unioni civili per ultimi, nel 2016. Abbiamo introdotto l’affidamento condiviso per ultimi, nel 2006, quando c’erano state convenzioni internazionali per i bambini e per l’affidamento dei figli. Siamo sempre un paese in ritardo. E quindi credo che questi libri, questi miei racconti, parlano di questi cambiamenti, uno tsunami culturale.</p>
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		<title>Produrre meno, produrre meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Produrre meno, produrre meglio</h1>
<h2> Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.</h2>
<p>È il paradosso della produttività. D’altronde a pesare su questa situazione, in Italia, oltre a un andamento demografico negativo e un aumento delle aziende a bassa produttività, c’è il peso enorme delle Pmi: «Logicamente – aggiunge Monducci &#8211; la produttività delle nostre tantissime micro-imprese non può essere paragonata a un’azienda di cinquecento dipendenti dove, in produzione, domina l’automazione. E non è nemmeno un merito o un demerito degli imprenditori, perché nelle medio-grandi imprese, la nostra produttività è simile a quella della Germania. Si tratta di una questione fisiologica che non si smonta nemmeno in vent’anni di tempo».</p>
<p>Detto questo: <strong>non siamo condannati alla stagnazione</strong>. «Fra le tante micro-imprese in crescita, bisogna studiare i fattori che determinano questa tendenza come l’innovazione, la digitalizzazione e le nicchie di mercato trovate e prenderle a modello».</p>
<p>Inoltre la pandemia pare abbia dato una scossa: «La digitalizzazione che, finora, era vista in molti casi come semplicemente l’acquisto di pc, ora sta avendo un’accelerazione mostruosa. <strong>Purtroppo ci sono ancora molte imprese statiche, ma chi è riuscito a cambiare, ha beneficiato di una grande opportunità di riposizionamento»</strong>.</p>
<p>Che fare, dunque? «Le nostre analisi – aggiunge ancora il dirigente di Istat &#8211; hanno identificato migliaia di piccole imprese caratterizzate da un dinamismo elevato, che ha loro consentito di registrare una significativa crescita del fatturato, del valore aggiunto e anche della produttività. Si tratta di imprese che, seppure di dimensioni limitate, esprimono un approccio manageriale, effettuano investimenti, soprattutto in formazione dei dipendenti, praticano processi di sviluppo aziendale (differenziazione produttiva, modernizzazione tecnologica, introduzione di prodotti nuovi per il mercato), puntano sulla qualità come leva competitiva e utilizzano le possibilità offerte dal sistema finanziario e creditizio».</p>
<p>In tal senso i dati mostrano come le piccole e medie unità produttive con un grado di dinamismo alto o medio-alto presentino livelli di produttività del lavoro ampiamente superiori a quelli delle imprese appartenenti a classi dimensionali superiori, ma con un grado di dinamismo modesto o al più medio. «Considerando questa sorta di dinamismo accessibile – conclude Monducci &#8211; come un target potenzialmente raggiungibile da imprese di tutte le dimensioni e i settori, <strong>è possibile identificare con precisione i driver di un progressivo spostamento delle imprese italiane verso più elevati livelli di dinamismo</strong>, che sembra poter compensare, per le imprese di minore dimensione, almeno in parte i limiti di produttività e crescita derivanti dalla loro dimensione contenuta».</p>
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		<title>Il vero Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Bosoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[I prodotti agricoli sono sottoposti ad attacchi di contraffazioni simili a quelli per altri prodotti? Scopri cosa fare per proteggere un patrimonio comune, il made in italy.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Il vero Made in Italy | Gian Mario Bosoni | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/721459047?h=c9b2d105b4&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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