<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Emozione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
	<atom:link href="https://lestorieinsegnano.it/cat/emozione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lestorieinsegnano.it</link>
	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Mar 2023 11:43:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://lestorieinsegnano.it/wp-content/uploads/2022/06/lestorieinsegnano-02-150x150.jpg</url>
	<title>Emozione &#8211; Le Storie Insegnano</title>
	<link>https://lestorieinsegnano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Nutrire l&#8217;inclusione</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/nutrire-linclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nico Acampora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 11:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Visione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31409</guid>

					<description><![CDATA[Nico Acampora ideatore e fondatore di PizzAut, ristorante dove si mangia non solo un’ottima pizza ma straordinario esempio di inclusione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Nutrire l&#039;inclusione | Nico Acampora (PizzAut) | lestorieinsegnano.it" src="https://player.vimeo.com/video/729670354?h=04411a12ee&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pensare in grande ed essere vincenti come team</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/pensare-in-grande-ed-essere-vincenti-come-team/</link>
					<comments>https://lestorieinsegnano.it/pensare-in-grande-ed-essere-vincenti-come-team/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvio Sangineto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31168</guid>

					<description><![CDATA[Silvio Sangineto, User Experience Designer, ci parla di come guardare oltre i pregiudizi e vincoli per avere una mentalità vincente e dell'importanza di capire il valore di un team forte.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://italiavale.it/formazione/silvio-sangineto-pensare-in-grande-ed-essere-vincenti-come-team/</p>
<p>Definiamo prima il mio mestiere. Quando utilizziamo un servizio in Italia, può capitare che ci lamentiamo per diversi motivi. Essenzialmente il ruolo dello <strong>User Experience Designer</strong> è quello di <strong>semplificare un’esperienza</strong> per l’essere umano, che piò essere un prodotto, un’applicazione che state utilizzando, l’auto che state utilizzando per andare a lavoro, o può essere un servizio come quello offerto da molte aziende importanti nel mondo. Il nostro ruolo è quello di <strong>analizzare i comportamenti</strong> degli essere umani, applicare le tecnologie a supporto della <strong>risoluzione dei problemi</strong> ed incentrare tutto questo su quello che poi è il business e quelli che sono gli obiettivi di un’organizzazione e di un sistema molto più complesso. Cos’è un ecosistema e perchè quando viene disegnato in quel modo poi da dei frutti? Qui è esponenziale la voglia delle persone di<strong> raccontarti i propri fallimenti o i propri successi</strong>, non importa il tipo<strong>.</strong> C’è il pregiudizio che la forma è essenziale nel territorio Americano, abituati a vedere film in cui la gente mostra se stessi, invece la California è il contrario, l’antitesi, la forma ricopre un ruole minimo. Dal punto di vista dell’ecosistema, hanno capito fin da subito che <strong>non si vince se non si è uniti</strong>. <strong>Non puoi essere un vincente se non hai un team forte.</strong> Questo è un vantaggio personale ed individuale, egoista in un certo senso, ma questo egoismo gioca a loro favore perchè hanno capito che per farlo devono necessariamente devono mettersi nel sistema. Vogliono essere dei vincenti, dei leader in quello che fanno. Questo è quello che secondo me l’Italia e le nuove generazioni, hanno bisogno. Abbiamo di persone che <strong>pensano in grande</strong>, non semplicemente in piccoli progetti, perchè abbiamo bisogno di essere dei <strong>leader in quello che facciamo</strong>. Non è vero che se non hai studiato in una scuola che non è importante non puoi avere successo. Queste formalità, che sono un vincolo forte che poniamo all’economia e all’essere umano, sono cose che dobbiamo spazzare via. Quando faccio tutoraggio dico sempre che non ci sono scuse, se vuoi qualcosa vai e prendila.</p>
<h3>Cosa ci insegna questa storia…</h3>
<ol>
<li>Il ruolo dello User Experience Designer è semplificare un’esperienza  per l’essere umano (in prodotti o servizi diversi).</li>
<li>Se vuoi veramente qualcosa, vai a prenderla! Non ci sono scuse.</li>
<li>In Silicon Valley si da “stretching mentale”per superare limiti e problemi.</li>
<li>I successi arrivano solo tramite rischi e fallimenti, fa parte della crescita.</li>
<li>Non si vince se non si è uniti!Un team forte è fondamentale.</li>
<li>In Italia abbiamo bisogno di persone che pensino più in grande.</li>
<li>Le persone devono essere libere di seguire le proprie passioni, per esprimere tutto il loro potenziale.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lestorieinsegnano.it/pensare-in-grande-ed-essere-vincenti-come-team/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoprire nuove opportunità e saperle sfruttare</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/scoprire-nuove-opportunita-e-saperle-sfruttare/</link>
					<comments>https://lestorieinsegnano.it/scoprire-nuove-opportunita-e-saperle-sfruttare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31181</guid>

					<description><![CDATA[Giuseppe Pezzano, proprietario della catena di Hotel The Art Inn, e fondatore dell’OSA, l’Olympic Soccer Academy, ci parla di come scoprire e capire nuove opportunità ed il segreto per poterle far diventare un processo completo ed un'opportunità di lavoro per te stesso e gli altri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://italiavale.it/formazione/giuseppe-pezzano-scoprire-nuove-opportunita-e-saperle-sfruttare/</p>
<p>Avere raggiunto un determinato successo all’età di 40 anni vuol dire aver lavorato bene. In quale settore ho raggiunto i risultati migliori sul piano professionale? Ho inizato a Firenze. Un giorno, mentre continuavo i miei studi di giurisprudenza, andando in centro vedevo tutti questi studenti stranieri spaesati. <strong>Capii subito la difficoltà per questi studenti di vivere lontano da casa</strong>, soprattutto in un altro paese, <strong>fuori dal circuito degli studi a loro comune</strong>. Capii che <strong>dovevo fare qualcosa per loro</strong>. All’epoca c’erano Internet Point e andavano molto perchè ancora <strong>eravamo agli inizi dell’era internet</strong>. Così <strong>aprii un Internet Point</strong> in centro a Firenze, <strong>particolarmente rivolto agli studenti stranieri</strong>, continuando però sempre i miei studi. Ho visto un’esplosione di interesse, soprattutto vedevo questi ragazzi venire con tanta energia, si ritrovavano, avevano la possibilità di comunicare, perchè era l’inizio del VOIP, la comunicazione via internet, cosa al tempo difficile anche perchè i costi di una chiamata all’estero erano molto elevati. Che cosa cerchi di realizzare attraverso la tua attività? Che cosa è centrale per te che il lavoro ti restituisca? <strong>Per me la cosa principale</strong>, soprattutto oggi in questo mondo in cui vedo tanto distruzione, <strong>è costruire</strong>. Costruire <strong>nuove opportunità</strong>. Solo così si può creare un futuro <strong>per se stessi e per chiunque possa scegliere di lavorare con te</strong>. Ma la cosa più interessante è l’<strong>aver capito il potenziale di questo mercato</strong>. Era il 2003, andavamo in giro per le ferie negli Stati Uniti e nel mondo per vendere in nostri servizi, nel mercato degli studenti, intercettandoli prima che iniziassero il loro percorso. Il consiglio che do a tutti è: <strong>quando uno ha un’idea</strong>, quando per questa idea riesce a fare il regista, vuol dire di iniziare con l’idea e disegnarla tutta, in tutti i processi fino al completamento. Quando hai un’idea <strong>e riesci a visualizzarla fino al processo di sviluppo e di entrata reale</strong>, altrimenti non è business, quando riesci a costruire questo, il mio consiglio è di fare <strong>e completare il processo</strong>, come un regista completa il suo film.</p>
<h3>Cosa ci insegna questa storia…</h3>
<ol>
<li>Le idee spesso vengono inaspettate, l’ispirazione può arrivare guardandosi intorno con curiosità e attenzione.</li>
<li>Avere da subito una visione in grande, per quanto possa apparire lontana, è il segreto per realizzare le proprie idee.</li>
<li>Non abbiate paura di cambiare strada, se vi accorgete che ciò che state facendo non vi appaga a pieno!</li>
<li>La cosa più importante è costruire. Solo così si creano opportunità per se stessi e per gli altri.</li>
<li>Essere duri, spigolosi e rigorosi non vuol dire essere anche cattivi. Sono caratteristiche chiave per un leader.</li>
<li>Mai fermarsi alla superficie, le idee vanno sviluppate e portate a termine, esattamente come fa un registacon il proprio film.</li>
<li>Viaggiate! Solo vivendo altre realtà potete intercettare bisogni e ampliare le vostre conoscenze!</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lestorieinsegnano.it/scoprire-nuove-opportunita-e-saperle-sfruttare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il valore del racconto</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/il-valore-del-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lina Wertmuller]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[Stortytailoring]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31272</guid>

					<description><![CDATA[Parlare di sé e ascoltare il racconto delle storie degli altri è intrinsecamente gratificante, attiva il sistema cerebrale della ricompensa e sostiene la motivazione al cambiamento dalle abitudini indesiderate, compreso il recupero nelle dipendenze.

]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Lina Wertm&amp;uuml;ller ricorda Lelio Luttazzi" src="https://player.vimeo.com/video/243326789?h=8149c3ad90&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1104" height="621" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<h1>Il valore del racconto</h1>
<h2>Parlare di sé e ascoltare il racconto delle storie degli altri è intrinsecamente gratificante, attiva il sistema cerebrale della ricompensa e sostiene la motivazione al cambiamento dalle abitudini indesiderate, compreso il recupero nelle dipendenze.</h2>
<p>Il supporto sociale, le relazioni affettive, l’empatia e l’ascolto sono elementi essenziali per il benessere e la salute. Ciò vale anche nel contesto terapeutico, nei percorsi di cura delle malattie, in particolare per quelle che dal comportamento. Il sostegno degli altri, la comprensione, l’accettazione e l’empatia sono, infatti, elementi cruciali nella motivazione al cambiamento, nella modificazione di stili di vita dannosi e nella riabilitazione in molti disturbi del comportamento, come le condizioni di dipendenza.</p>
<p>Lo strumento principale con cui si realizzano le relazioni, il sostegno sociale e l’intervento nella cura è la parola. Più precisamente la parola come comunicazione, come condivisione di stati d’animo, intenzioni, doppiaggio, paure, memorie e ambivalenze attraverso il racconto di sé, la narrazione propria della storia e l’ascolto di quella altrui. Quest’ultimo processo, infatti, può promuovere una ristrutturazione degli schemi del sé, profonda quasi quanto il racconto in prima persona. Il processo di rispecchiamento, attraverso il quale la storia riesce a diventare più accessibile e chiara, permette al soggetto di riacquistare controllo sulla esistenza e maggiore capacità di regolazione propria emotiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’italianità nel mondo</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/litalianita-nel-mondo/</link>
					<comments>https://lestorieinsegnano.it/litalianita-nel-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ernesto di Majo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Italianità]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31274</guid>

					<description><![CDATA[Il concetto di  “italianità”che contraddistingue il Belpaese da altre nazioni e culture è qualcosa di cui siamo consapevoli, ma che iniziamo veramente ad apprezzare quando ci troviamo all’estero per piacere o per lavoro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’italianità nel mondo</h1>
<h2>Il concetto di “italianità”che contraddistingue il Belpaese da altre nazioni e culture è qualcosa di cui siamo consapevoli, ma che iniziamo veramente ad apprezzare quando ci troviamo all’estero per piacere o per lavoro.</h2>
<p>Tutti noi conosciamo gli stereotipi sugli italiani che il mondo ci attribuisce, molto spesso infondati. Agli occhi degli stranieri, l’Italia appare come il Paese della “dolce vita”, del cibo e della passione, delle canzoni e della criminalità organizzata. Se è vero che nel mondo del lavoro veniamo etichettati come pigri, ritardatari e amanti del riposo, in contrapposizione agli instancabili e puntualissimi tedeschi e scandinavi, e nonostante la stampa estera si diverta a commentare le nostre vicissitudini politiche, c’è tuttavia qualcosa di magnetico che ha sempre affascinato e che continua ad affascinare milioni di persone nel mondo.</p>
<p>Il concetto di “italianità”che contraddistingue il Belpaese da altre nazioni e culture è qualcosa di cui siamo consapevoli, ma che iniziamo veramente ad apprezzare quando ci troviamo all’estero per piacere o per lavoro. È quando si è al di là dei confini nazionali che ci si rende conto delle differenze in termini culturali che regolano la vita delle persone nei diversi momenti della giornata. Basti pensare al significato attribuito dai Paesi nordici al silenzio durante una conversazione, per noi imbarazzante, o al rispetto che viene dimostrato nel non interrompere una persona mentre parla, caratteristica sconosciuta agli italiani. La teatralità dei nostri gesti non conosce paragoni all’estero, e nemmeno i nostri discorsi intricati e dalle mille subordinate.</p>
<p>Siamo un popolo unico, è vero. Un popolo che ama circondarsi di persone, un popolo che fa sorridere e dimenticare i propri problemi, con una battuta, una canzone o un bel piatto di spaghetti in compagnia. Perchè la convivialità, il piacere di stare assieme agli altri e l’empatia, sono tratti caratterizzanti di noi italiani, valori che si concretizzano in modo naturale nel cibo e nella cucina. Una cena o un pranzo, per noi, significa molto di più che consumare un piatto: è sinonimo di una cultura che vede nel cibo un’espressione di creatività, passione e gioia nel far star bene se stessi e gli altri, e che si amplifica massimamente nella condivisione. Stare a tavola è un’esperienza: chi visita l’Italia lo sa bene, e non se ne dimentica facilmente.</p>
<p>Pes.co si fonda proprio su questo concetto: l’idea del “piacere di condividere” tutto italiano, che nasce proprio a tavola, luogo amato da tutti noi, grazie ad un menù di specialità pensate per essere condivise, per due o quattro persone: stuzzicanti Padelle di primi e secondi, invitanti Taglieri di antipasti e dessert, divertenti Giripizza e Giripasta. Tutte le portate vengono servite su spettacolari alzate centrotavola, da cui ciascun ospite può servirsi. Un po’ come le grandi tavolate delle antiche masserie, dove veniva naturale dire “Vuoi assaggiare?”, in un’atmosfera di assoluta convivialità.</p>
<p>Ma il concetto di italianità non si esaurisce a tavola. Non occorre ribadirlo: siamo un popolo “Social”, che ama stare assieme agli altri, conoscere nuove persone e allargare le proprie cerchie. L’intrattenimento del dopocena Pes.co abbraccia una filosofia semplice: combinare divertimento e socializzazione attraverso una serie di attività che ne sono il presupposto. Nightlife, Bar, serate a tema, sono tutti modi per prolungare il piacere della condivisione iniziato con la cena, e trasferirlo in una sfera più ampia e non più circoscritta alle proprie conoscenze personali.</p>
<p>Vogliamo promuovere un concetto di condivisione e socialità tutta italiana a diversi tipi di target. Per questo abbiamo creato una serie di servizi dedicati: Family Restaurant, che riserva ai più piccoli un’area Kids per cenare in compagnia di simpatici animatori, e i prodotti destinati alle aziende (Work&amp;Fun, Social Meeting e Company Day), che combinano business e convivialità.</p>
<p>Un modello di italianità a 360°, che abbiamo in programma di esportare all’estero nelle principali città. Una sfida che ci vedrà impegnati nel 2013, nel corso del quale speriamo di raggiungere i nostri obiettivi, e allo stesso tempo contribuire a formare nell’immaginario internazionale un’idea del nostro Paese sempre più positiva e invidiabile.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lestorieinsegnano.it/litalianita-nel-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’eccesso di successo</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/leccesso-di-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ernesto di Majo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31276</guid>

					<description><![CDATA[La moderazione è una cosa fatale. Sembra che tra i giovani nulla abbia più successo dell'eccesso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’eccesso di successo</h1>
<h2>La moderazione è una cosa fatale. Sembra che tra i giovani nulla abbia più successo dell&#8217;eccesso.</h2>
<p>La moderazione è una cosa fatale. Sembra che tra i giovani nulla abbia più successo dell&#8217;eccesso.<br />
Anche se lui per primo non fu un modello di moderazione, ma aveva ragione lo scrittore inglese Oscar Wilde (1854-1900) quando faceva questa considerazione. Basta solo seguire qualche programma televisivo o badare ai canoni della pubblicità: l&#8217;intemperanza verbale, l&#8217;esasperazione sessuale, l&#8217;esuberanza del comportamento, l&#8217;enormità degli atti sono una sorta di legge imperante a cui tutti s&#8217;adeguano. Purtroppo i giovani sono spesso i più malleabili a queste imposizioni subliminali, alle mode e ai modelli di comportamento. Ed ecco appunto il successo dell&#8217;eccesso che non si estingue solo nella sguaiataggine ma va a finire anche nell&#8217;orizzonte oscuro del dramma, con la droga, l&#8217;alcol, gli incidenti stradali per la folle velocità e così via.<br />
È, allora, necessario darsi una calmata. Certo, la parola «moderazione» è ambigua perché talora è applicata anche alla mera conservazione, all&#8217;atteggiamento codino, alla reazione. Il suo valore genuino è, invece, prezioso perché ci parla di misura, di stile, di regola, di autocontrollo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’importanza dell’esempio</title>
		<link>https://lestorieinsegnano.it/limportanza-dellesempio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cingolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 06:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Esempio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lestorieinsegnano.it/?p=31268</guid>

					<description><![CDATA[Ciò che lascia veramente il segno negli altri è racchiuso in poche parole: buon esempio. Tutti impariamo attraverso l’imitazione e migliore è ciò che imitiamo, migliore sarà ciò che agiremo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’importanza dell’esempio</h1>
<h2>Ciò che lascia veramente il segno negli altri è racchiuso in poche parole: buon esempio. Tutti impariamo attraverso l’imitazione e migliore è ciò che imitiamo, migliore sarà ciò che agiremo.</h2>
<h3>DARE IL BUON ESEMPIO E’ CONTAGIOSO</h3>
<p>Ce lo dimentichiamo spesso, ma possiamo ispirare attraverso il comportamento o già solo per quello che siamo. Per farlo in modo efficace occorre essere integri, le nostre scelte devono essere coerenti con i nostri valori, con chi siamo e cosa vogliamo. Questa è anche la base di una solida leadership, sul lavoro e in famiglia. Infatti, l’esempio non è altro che teoria che diventa pratica attraverso l’azione.</p>
<p>L’importanza dell’esempio è fondamentale perché funziona a prescindere dal contenuto. Se sei in stazione e ti accorgi che una persona è in difficoltà mentre porta le valigie e ti offri di aiutarla, coloro che ti vedono trarranno ispirazione dal tuo esempio.</p>
<p>Quando ispiri qualcuno con un gesto positivo, attraverso un buon esempio, quella persona sarà più propensa a mettere in atto un comportamento positivo. Anche in azienda, anche nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Come coach mi è successo di incontrare manager e leader che erano abbastanza avvezzi a dire agli altri di fare o non fare una cosa per poi comportarsi in modo diametralmente opposto. Tante cose si possono dire agli altri: “stai fino a tardi in ufficio”, “impegnati molto”, “non passare troppo tempo su internet”, “non sprecare il tempo”, “sii onesto”, ecc ecc…</p>
<p>Forse qualcuno che si comporta così lo hai incontrato anche tu, e ti sarai accorto che non c’è quasi nulla di peggio per il morale di una squadra, di un’azienda o di una organizzazione, avere dei leader che praticano la filosofia del “fai come io dico, non come io faccio“.</p>
<p>Quando questo purtroppo accade, si potrà avere, nel tempo, la perdita di entusiasmo e motivazione dei membri della squadra. Un buon leader deve dare l’esempio. Muovendosi come parla, diventando la persona che gli altri vogliono seguire.</p>
<p>I grandi leader si ricordano sempre che le azioni parlano più forte delle parole.</p>
<p>Uno dei modi migliori per costruire fiducia e credibilità è proprio quello di dare l’esempio. Ecco alcuni consigli che ho attinto dagli insegnamenti di Brent Gleeson, veterano di combattimento della Navy SEAL, e fondatore di TakingPoint Leadership, società di consulenza di leadership e change management.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
