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	<title>Giuseppe Pezzano &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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	<description>Impara dalle storie di coloro che hanno avuto successo!</description>
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	<title>Giuseppe Pezzano &#8211; Le Storie Insegnano</title>
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		<title>Scoprire nuove opportunità e saperle sfruttare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozione]]></category>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Pezzano, proprietario della catena di Hotel The Art Inn, e fondatore dell’OSA, l’Olympic Soccer Academy, ci parla di come scoprire e capire nuove opportunità ed il segreto per poterle far diventare un processo completo ed un'opportunità di lavoro per te stesso e gli altri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://italiavale.it/formazione/giuseppe-pezzano-scoprire-nuove-opportunita-e-saperle-sfruttare/</p>
<p>Avere raggiunto un determinato successo all’età di 40 anni vuol dire aver lavorato bene. In quale settore ho raggiunto i risultati migliori sul piano professionale? Ho inizato a Firenze. Un giorno, mentre continuavo i miei studi di giurisprudenza, andando in centro vedevo tutti questi studenti stranieri spaesati. <strong>Capii subito la difficoltà per questi studenti di vivere lontano da casa</strong>, soprattutto in un altro paese, <strong>fuori dal circuito degli studi a loro comune</strong>. Capii che <strong>dovevo fare qualcosa per loro</strong>. All’epoca c’erano Internet Point e andavano molto perchè ancora <strong>eravamo agli inizi dell’era internet</strong>. Così <strong>aprii un Internet Point</strong> in centro a Firenze, <strong>particolarmente rivolto agli studenti stranieri</strong>, continuando però sempre i miei studi. Ho visto un’esplosione di interesse, soprattutto vedevo questi ragazzi venire con tanta energia, si ritrovavano, avevano la possibilità di comunicare, perchè era l’inizio del VOIP, la comunicazione via internet, cosa al tempo difficile anche perchè i costi di una chiamata all’estero erano molto elevati. Che cosa cerchi di realizzare attraverso la tua attività? Che cosa è centrale per te che il lavoro ti restituisca? <strong>Per me la cosa principale</strong>, soprattutto oggi in questo mondo in cui vedo tanto distruzione, <strong>è costruire</strong>. Costruire <strong>nuove opportunità</strong>. Solo così si può creare un futuro <strong>per se stessi e per chiunque possa scegliere di lavorare con te</strong>. Ma la cosa più interessante è l’<strong>aver capito il potenziale di questo mercato</strong>. Era il 2003, andavamo in giro per le ferie negli Stati Uniti e nel mondo per vendere in nostri servizi, nel mercato degli studenti, intercettandoli prima che iniziassero il loro percorso. Il consiglio che do a tutti è: <strong>quando uno ha un’idea</strong>, quando per questa idea riesce a fare il regista, vuol dire di iniziare con l’idea e disegnarla tutta, in tutti i processi fino al completamento. Quando hai un’idea <strong>e riesci a visualizzarla fino al processo di sviluppo e di entrata reale</strong>, altrimenti non è business, quando riesci a costruire questo, il mio consiglio è di fare <strong>e completare il processo</strong>, come un regista completa il suo film.</p>
<h3>Cosa ci insegna questa storia…</h3>
<ol>
<li>Le idee spesso vengono inaspettate, l’ispirazione può arrivare guardandosi intorno con curiosità e attenzione.</li>
<li>Avere da subito una visione in grande, per quanto possa apparire lontana, è il segreto per realizzare le proprie idee.</li>
<li>Non abbiate paura di cambiare strada, se vi accorgete che ciò che state facendo non vi appaga a pieno!</li>
<li>La cosa più importante è costruire. Solo così si creano opportunità per se stessi e per gli altri.</li>
<li>Essere duri, spigolosi e rigorosi non vuol dire essere anche cattivi. Sono caratteristiche chiave per un leader.</li>
<li>Mai fermarsi alla superficie, le idee vanno sviluppate e portate a termine, esattamente come fa un registacon il proprio film.</li>
<li>Viaggiate! Solo vivendo altre realtà potete intercettare bisogni e ampliare le vostre conoscenze!</li>
</ol>
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		<title>Produrre meno, produrre meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Produrre meno, produrre meglio</h1>
<h2> Lavoriamo in tanti, lavoriamo anche tanto (l’Italia è il Paese europeo dove, mediamente si lavorano più ore per persona). Ma male.</h2>
<p>È il paradosso della produttività. D’altronde a pesare su questa situazione, in Italia, oltre a un andamento demografico negativo e un aumento delle aziende a bassa produttività, c’è il peso enorme delle Pmi: «Logicamente – aggiunge Monducci &#8211; la produttività delle nostre tantissime micro-imprese non può essere paragonata a un’azienda di cinquecento dipendenti dove, in produzione, domina l’automazione. E non è nemmeno un merito o un demerito degli imprenditori, perché nelle medio-grandi imprese, la nostra produttività è simile a quella della Germania. Si tratta di una questione fisiologica che non si smonta nemmeno in vent’anni di tempo».</p>
<p>Detto questo: <strong>non siamo condannati alla stagnazione</strong>. «Fra le tante micro-imprese in crescita, bisogna studiare i fattori che determinano questa tendenza come l’innovazione, la digitalizzazione e le nicchie di mercato trovate e prenderle a modello».</p>
<p>Inoltre la pandemia pare abbia dato una scossa: «La digitalizzazione che, finora, era vista in molti casi come semplicemente l’acquisto di pc, ora sta avendo un’accelerazione mostruosa. <strong>Purtroppo ci sono ancora molte imprese statiche, ma chi è riuscito a cambiare, ha beneficiato di una grande opportunità di riposizionamento»</strong>.</p>
<p>Che fare, dunque? «Le nostre analisi – aggiunge ancora il dirigente di Istat &#8211; hanno identificato migliaia di piccole imprese caratterizzate da un dinamismo elevato, che ha loro consentito di registrare una significativa crescita del fatturato, del valore aggiunto e anche della produttività. Si tratta di imprese che, seppure di dimensioni limitate, esprimono un approccio manageriale, effettuano investimenti, soprattutto in formazione dei dipendenti, praticano processi di sviluppo aziendale (differenziazione produttiva, modernizzazione tecnologica, introduzione di prodotti nuovi per il mercato), puntano sulla qualità come leva competitiva e utilizzano le possibilità offerte dal sistema finanziario e creditizio».</p>
<p>In tal senso i dati mostrano come le piccole e medie unità produttive con un grado di dinamismo alto o medio-alto presentino livelli di produttività del lavoro ampiamente superiori a quelli delle imprese appartenenti a classi dimensionali superiori, ma con un grado di dinamismo modesto o al più medio. «Considerando questa sorta di dinamismo accessibile – conclude Monducci &#8211; come un target potenzialmente raggiungibile da imprese di tutte le dimensioni e i settori, <strong>è possibile identificare con precisione i driver di un progressivo spostamento delle imprese italiane verso più elevati livelli di dinamismo</strong>, che sembra poter compensare, per le imprese di minore dimensione, almeno in parte i limiti di produttività e crescita derivanti dalla loro dimensione contenuta».</p>
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